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Proiezione speciale di “Io Capitano” a Riga

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Tutto esaurito per la prima proiezione del film di Matteo Garrone in Lettonia: oltre 400 spettatori hanno partecipato alla serata organizzata dall’Ambasciata d’Italia a Riga al cinema Splendid Palace per celebrare la nomination all’Oscar per il miglior film internazionale.

La proiezione ha avuto luogo il 6 febbraio alle 18:30. “Lotta al traffico di esseri umani e gestione dei flussi migratori sono problemi di estrema attualità nell’intera Unione Europea”, ha sottolineato l’Ambasciatore d’Italia in Lettonia, Alessandro Monti, salutando il pubblico prima del film. “Io Capitano è una storia di coraggio e dignità che affronta questi temi da un punto di vista diverso e sorprendente, come solo la vera arte è in grado di fare”.

Io Capitano è stato presentato in concorso all’80ma edizione della Mostra del cinema di Venezia lo scorso settembre, dove Matteo Garrone ha conquistato il Leone d’argento per la miglior regia e Seydou Sarr il Premio “Marcello Mastroianni” per il miglior giovane interprete. Dopo il successo sfiorato ai Golden Globes, “Io Capitano” è ora in corsa per l’Oscar: la cerimonia di consegna dei premi si svolgerà a Los Angeles il prossimo 10 marzo.

Il film

Il film racconta il viaggio avventuroso di due giovani, Seydou e Moussa, che lasciano Dakar per raggiungere l’Europa. Un’Odissea contemporanea attraverso le insidie del deserto, gli orrori dei centri di detenzione dei trafficanti di esseri umani e i pericoli del mare. Commenta il regista Matteo Garrone, sul sito Filmitalia: “il film nasce dall’idea di raccontare il viaggio epico di due giovani migranti senegalesi che attraversano l’Africa, con tutti i suoi pericoli, per inseguire un sogno chiamato Europa”. “Per realizzare il film”, prosegue il regista, “siamo partiti dalle testimonianze vere di chi ha vissuto questo inferno e abbiamo deciso di mettere la macchina da presa dalla loro angolazione per raccontare questa odissea contemporanea dal loro punto di vista, in una sorta di controcampo rispetto alle immagini che siamo abituati a vedere dalla nostra angolazione occidentale, nel tentativo di dar voce, finalmente, a chi di solito non ce l’ha”.

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